Quando un evento improvvisamente ci travolge nella sua totale velocità d'azione accade qualcosa di magico, immediatamente e spontaneamente re-agiamo fisica_mente senza che ci sia il tempo di formulare un pensiero lungo, profondo, articolato, frammentato e ri_costruito oppure un intenzione o un'idea specifica....
Ho osservato come d'impulso se sta cadendo un piatto dal tavolo il mio corpo re-agisce senza avere il tempo di pensare e riesce a prendere quel piatto prima che cada a terra e si rompa in mille pezzi.
Cinzia Saulini
Ecco questa, in modo poco appropriato, ma a me piace, io la chiamo magia.
In realtà è un momento o un istante che, se dovessimo osservare alla moviola, diverrebbe uno stato di beatitudine perché in quel momento non c'è coscienza attiva, non c'è pensiero formulato, esiste la sola mobilitazione di un'energia che si disperde nell'atto re_attivo.
Oggi provo a scrivere questo articolo poiché pochi giorni fa mio padre ha lasciato il suo corpo e anche se erano mesi che stava male e soprattutto negli ultimi giorni ha sofferto moltissimo la sua andata per altra dimensione mi ha colto così ... come un piatto che sta per cadere dal mio tavolo.
Nonostante abbia le mie certezze sulla vita dell'anima ed il suo viaggio, ho re_agito fisicamente con un corpo denso d'energia da disperdere nel mio spazio.
Il dolore ti assale, ti avvolge e basita non riesci neanche ad osservarlo, a formulare un pensiero o un'idea ... semplicemente è il mobilitarsi spontaneo del proprio corpo emotivo ... o mentale non appena si coglie che è vero ... papà è partito per un altro viaggio.
Allora l'attenzione si fa forte, è come aprire d'improvviso gli occhi dopo un breve periodo al buio.
L'attenzione si mobilità sui primi colori che appaiono all'orizzonte, l'aria si fa meno rarefatta, quasi gli odori ed i profumi li senti più forti e il calore di ogni lacrima sembra che bruci la pelle del viso, le grida di un bimbo sono musica e gli occhi di mia figlia sono mare aperto e profondo denso di vita ed il battito cardiaco aumenta perché sono attenta ad ogni foglia che cade e ad ogni alito di vento, respiro il mio dolore e trovo coscienza di ciò che è accaduto ... è passato quel momento in cui il corpo ha reagito da solo ...
I pensieri, le emozioni diventano il qui e ora sul quale lavorare, poiché non lo si è fatto prima. Già ... personalmente mi sentivo pronta a livello spirituale, mi sentivo pronta all'evento oggettivo, invece ha reagito il mio corpo emotivo e poi dopo pochi giorni quello mentale.
E' un processo sul quale dovremmo prepararci con "attenzione" appunto. Vigilare continuamente su quanto stiamo facendo per essere accoglienti verso l'accettazione di ciò che è e di ciò che io sono.
Quando la morte si avvicina, come disse prima di morire J. Hillman, la vita cresce, ci esalta".
Ho visto negli occhi di mio padre l'essenza della sua anima, come se l'avvicinarsi della morte ci conducesse al nucleo di ciò che siamo veramente, spogliandoci di ogni orpello e illusione.
I suoi occhi meravigliosamente blu e profondi e buoni sono nel mio qui e ora, con cui lavoro silenziosamente.
Mi piace terminare questo mio scritto con le parole di J. Hillman:
«Tutti sono affamati di morte. La nostra cultura lo è. Io, qui, come vedi, ne parlo continuamente. Ma non la esprimo. Perché nella morte io sono impegnato. Non voglio uscirne, per esprimerla, per vederla o guardarla in trasparenza. Non cerco di formularla. Ogni tanto si realizza qualcosa che mi porta in un altro luogo dal quale posso osservarla. Magari anche di riflesso. Ogni sorta di cose si riflettono in questa introspezione, ma non l'attività essenziale di ciò in cui sono impegnato [ossia l'atto del morire]. Il tempo che mi dò è il qui e ora».Capisco«E' molto importante ciò che semplicemente il giorno ci dà, ogni singola cosa che si realizza durante il giorno. La persona, l'osservazione che ha fatto, l'odore dell'aria in quel momento. E queste cose hanno bisogno di accettazione, di ricognizione, di riconoscimento... Adesso non ho ancora la parola giusta. Ma trovare le parole è magnifico. Trovare la parola giusta è così importante. Le parole sono come cuscini: quando sono disposte nel modo giusto alleviano il dolore». Cinzia Saulini
